giovedì 26 giugno 2014

Recensione PYRAMISIA di Dean Lucas

Editore Alcheringa Edizioni
Pagine 366
Euro 12,60 (cartaceo)
TRAMA:
“Nella profondità dell'oceano quattro sono essi. Maschi non sono, femmine non sono. Essi sono turbini che si scatenano. Moglie non prendono, figli non generano. Come cavalli selvaggi scalpitano dalle montagne. Come avvoltoi famelici piombano dalle nuvole. Quattro sono essi e tutti gli altri moriranno.”
Mentre le Delicate annunciano l’imminente catastrofe, Gavri’el si prepara ad affrontare l’avversario più temibile: se stesso. Chi è davvero l’Araldo? A chi è destinata la terrificante spada che brandisce?
In un Egitto sconvolto da rivolte e carestie, in balia di falsi profeti e spietati conquistatori, la Sfinge sta per dare alla luce il dio atteso da tremila anni. A molte leghe di distanza, nella mezzaluna fertile tra il Tigri e l’Eufrate, il regno di Sargon è minacciato dai Gutei e da un nemico ancora più letale.
Ma quando il momento decisivo si avvicina e la vita di ogni protagonista sembra in pericolo, una donna è in grado di cambiare il destino dell’umanità. A lei spetta la scelta finale. Cosa vuol dire amare qualcuno più di se stessi?


VOTO:
 

INCIPIT:
Il verso acuto di un’aquila echeggiò nel profondo silenzio delle gole e si riverberò tra le vette del Monte Parnaso.
La creatura più antica del mondo arrestò il cavallo e ammirò per qualche istante il volo del rapace: eleganza, sicurezza di sé e ferocia si fondevano in un unico movimento, mentre i riflessi dorati sulle piume catturavano la luce del sole.
Il vento ululò tra i dirupi, trascinando con sé l’eco di un lamento. Era un verso roco e gutturale, simile al gemito di una bestia. Ne seguì un altro e un altro ancora. Poi un suono del tutto diverso, inatteso, inconfondibile.
Il pianto di un neonato.
Adamah osservò il rapace che disegnava cerchi sempre più stretti nella direzione dei lamenti.
Sorrise.
Poi estese i sensi fino a percepire l’odore della figlia, appena venuta al mondo per cambiarlo per sempre.

RECENSIONE:
Ci siamo followers!
Finalmente oggi vi posso recensire un romanzo che ho atteso con disperazione, come l’acqua nel deserto… e sono infine riuscita a dissetarmi con le parole di questo straordinario autore italiano che risponde al nome di Dean Lucas. Il tormento maggiore è che ora che ho finito il secondo libro della sua trilogia, so che dovrò morire di una sete di conoscenza ancora peggiore per chissà quanto tempo… me affranta!!!
Ma torniamo al principio.
Vi ricordate il libro che nel 2013 si è conquistato il primo posto nella mia Top Ten Best Book? Tale Aegyptiaca? Vi dice niente?? Se non sapete di cosa parlo potete vederne la recensione QUI – i quattro gufi e mezzo che trovate in quel post, considerateli come 5… questa fu una delle rarissime occasioni in cui il tempo mi ha fatto pentire di non aver dato il voto pieno ad un libro! - e significa anche che vi siete persi un gran titolo.
Quello che sto per recensirvi è il seguito, un seguito degno di questa saga e che non ha minimamente disatteso le aspettative elevatissime che avevo.
Malgrado sia passato più di un anno dalla lettura del primo volume della serie, il ricordo è rimasto vivo costantemente nel mio cuore e nel momento stesso in cui ho preso in mano Pyramisia è stato come tornare a casa d’inverno e sedersi davanti al camino acceso: una sensazione di calore si è impadronita di me e mi sono ritrovata nell’unico posto dove avrei voluto essere!
Fidatevi, non sono impazzita – cioè non più del solito – ma l’Egitto creato da Dean Lucas è talmente affascinante che una volta che ci finirete intrappolati non vorrete più uscirne, proprio come è successo a me.
Lo stile di narrazione è ancora curatissimo in ogni dettaglio proprio come nel titolo precedente, con un’attenzione meticolosa ai particolari e a tutti i fili che legano i personaggi tra loro, che a volte sembrano ingarbugliarsi irreparabilmente fino a che la mano magica dell’autore non ne dipana la trama, rendendo tutto chiaro agli occhi del lettore.
Anche questa volta ci sono molti personaggi che si muovono sullo sfondo dell’Egitto, alcuni già noti, che ho ritrovato con somma gioia (uno tra tanti, la meravigliosa Sfinge che tanto ho amato nel primo libro, torna ancora più bella, armata di una parte umana che la rende ancora più unica), e altri nuovi che sono riusciti a loro volta a lasciare il segno nel mio cuoricino. Qualche esempio? Un grande guerriero (grande proprio in senso fisico… stile montagna umana XD) che ha soltanto una parte secondaria e che è riuscito ad emozionarmi tanto quanto i protagonisti. Una Delicata (ossia una ragazza nata e cresciuta come feroce combattente) che sotto la corazza da macchina da guerra nasconde una donna di grandi sentimenti, che emergono mano a mano che la lettura procede. E una bimba dall’infausto destino che mi ha intenerita a più riprese. Come il solito sapete che non amo entrare nei dettagli, quindi questo è tutto ciò che saprete da me, perché non voglio rischiare di rovinarvi qualche bella sorpresa e credetemi che ne avrete a iosa!!!
Vi devo avvisare che – se ancora non avete avuto a che fare con Dean Lucas – questo scrittore nasconde una vena di sadismo sia nei confronti dei suoi lettori, che nei confronti dei suoi personaggi.
Per quanto riguarda questi ultimi, sempre caratterizzati ad hoc e con mille sfaccettature che li rendono unici, l’autore non si risparmia nello scrivere il loro destino, e le difficoltà e i dolori che mette sul loro cammino sono a volte senza pietà. Ma altrettanto abilmente riesce a farsi perdonare con momenti di estremo pathos e addirittura con attimi di rara ilarità (generalmente ad opera del “povero piccolo Babu”, un nano impertinente che è fonte inestinguibile di perle di saggezza popolare in rima… mi piacerebbe sapere dove le ha scovate il caro Dean, perché le sciorina con tale naturalezza da farmi scordare di stare leggendo un’opera di fantasia!!).
Alcune scene sono davvero terribili a livello visivo, nel senso che quando si tratta di violenza e combattimenti non aspettatevi che vi venga indorata la pillola: in questo romanzo ho trovato una delle scene che più mi ha fatto contrarre lo stomaco per l’angoscia e detto da un’appassionata di zombie è tutto dire. Anche in questo secondo capitolo la rappresentazione delle battaglie è talmente precisa e accurata da avere l’impressione che in testa ti scorrano i fotogrammi secondo per secondo, portando ad un coinvolgimento in tempo reale talmente accentuato da essermi ritrovata più volte a trattenere il respiro.
Altrettanto magistrale però è il talento con cui Dean Lucas rappresenta i sentimenti e per l’ennesima volta è riuscito a farmi commuovere in un romanzo in cui mi aspettavo tutto fuorché il groppo in gola.
Per quanto riguarda invece la “crudeltà” nei confronti dei suoi lettori, l’autore si diletta lasciando le storie più importanti in sospeso nel momento più emozionante e sono convinta che un po’ se la rida sotto i baffi, sapendo che un topolino mangia-libri come me se ne rimane con espressione ebete :O a fissare i ringraziamenti e chiedendosi dov’è il resto del libro.
Insomma cosa vi devo dire di più? Le ambientazioni sono perfette, i personaggi indimenticabili e la storia unica e coinvolgente. I colpi di scena non si contano e la noia è una parola che nemmeno esiste nel vocabolario di questa saga fantasy. Vi basta?
Se ancora non vi siete addentrati in questa versione alternativa dell’antico Egitto, vi consiglio di rimediare assolutamente perché si tratta davvero di una creazione imperdibile… e se invece avete già letto Aegyptiaca, credo di non aver bisogno di dirvi che Pyramisia non potete evitare di leggerlo e soprattutto amarlo.
Infine, per i soliti pignoli – lo so che ci siete e siete lì in agguato – ecco spiegato il motivo del mezzo gufo mancante: si tratta del volume centrale di una trilogia, quindi non ha un vero inizio (già letto nel primo) e una vera fine (per la quale si dovrà aspettare il capitolo conclusivo… sigh!!) e quattro e mezzo su cinque è il voto massimo che concedo ai secondi capitoli, solo per il fatto che da soli non hanno motivo di essere… questo è anche la ragione per cui sono convinta che non mi pentirò del voto dato.
Ovviamente adesso non mi resta che armarmi di santa pazienza e imparare un po’ di meditazione zen perché so che il momento di leggere la fine di questa saga sembrerà non arrivare mai… ma non ho altra scelta :D
Quindi ora come sempre tocca a voi dire la vostra e se vi sono sembrata esagerata nel mio entusiasmo è solo perché il mio cuoricino di lettrice si è perdutamente innamorato di questo autore e delle sue opere, quindi portate pazienza… e rasserenatevi dal fatto che non vi ho parlato di almeno un centinaio di cose che avrei voluto infilare in un solo post!
L’ultimissima cosa su cui voglio indirizzare la vostra attenzione è la straordinariamente bellissima cover (uno di quei “vestiti” degni del contenuto che nascondono!!!)… se vi siete persi il post di presentazione del romanzo andate a dargli un’occhiata (QUI) perché ne ho dedicato una parte proprio alla copertina.
Passo e chiudo :)

CITAZIONI:
Non importa che tu sia uomo o donna, giovane o vecchio, buono o malvagio: guardandola desidererai piangere per la gioia.
Lei è oltre la carne e le ossa, oltre il tempo, oltre la vita.
È la divina Sfinge e nient’altro al mondo sarà mai come lei.

La dea sorrideva ancora quando sentì un groppo alla gola. Inquieta si drizzò sulla schiena, chiedendosi cosa fosse.
Non c’era bisogno del potere degli dèi per scoprirlo.
Era felice.
Di una felicità di cui non aveva mai immaginato nemmeno l’esistenza.
Fu allora che, per la prima volta, seppe che nella vita dei Figli dell’Uomo c’era qualcosa di speciale.
Qualcosa che gli dèi ignoravano.
Qualcosa per cui i mortali piangevano e sospiravano.
Qualcosa per cui vivevano e morivano.
Qualcosa di incredibile e meraviglioso.
Qualcosa di cui persino lei, la creatura più preziosa di quel mondo, ora sentiva l’irrefrenabile bisogno.
Dunque era questo l’amore.
L’amore che aveva atteso per millenni, che si era negata, che credeva non esistesse, che giurava fosse una debolezza.
La Sfinge posò un dito sul petto di Abel. Lo toccò solo con la punta, accarezzandogli la pelle calda e levigata dei muscoli. Si chinò fino a sfiorargli con le labbra i lunghi capelli dorati.
– Per tutti questi anni, per tutti questi secoli, ho avuto fame e sete di te. Amami – bisbigliò con un gemito impercettibile. – Amami – sussurrò con voce roca. – Amami – implorò ancora.

Non potrò mai vivere senza di te. Voglio amarti ora e per sempre, in eterno, finché il mondo non avrà fine.


7 commenti:

  1. Wow, ho conosciuto questa saga da pochissimo, e ne sento solo commenti e recensione super positive! Devo assolutamente leggerla al più presto, io ho una predilezione per l'Egitto, la sua mitologia e i suoi luoghi sacri e mistici...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora ti piacerà sicuramente perché si respira proprio l'antico Egitto... E tutta la storia è impossibile da non amare ;-)

      Elimina
  2. e io me l'ero persa? Mi sembra una saga bellissima anche se magari poco pubblicizzata!! Credo che lo leggerò prestissimo!! ^-^
    Linda

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fidati, davvero una saga fantastica... Migliore di tante altre più famose ^^

      Elimina
  3. non vedo l'ora di leggero!!! comprendo e condivido il tuo entusiasmo, assolutamente!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io ti auguro buona lettura... Non ho dubbi che lo sarà :-D

      Elimina
  4. Ciao! Sei stata taggata nel premio LOVE BLOG AWARD 2014, vieni a scoprire di cosa si tratta : http://leggerefantasy.blogspot.it/2014/07/tag-love-blog-award-2014.html.
    Buona serata
    Anita

    RispondiElimina