martedì 9 ottobre 2012

Recensione di Divergent di Veronica Roth

Editore De Agostini (versione e-book)
Pagine 321
Euro 8,90
TRAMA:
La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sincerità, altruismo, coraggio, concordia e sapienza. Il momento cruciale nella vita dei cittadini è il Giorno della Scelta, che cade allo scoccare del 16° compleanno: ogni giovane sceglie a quale fazione votare il proprio futuro. Ora tocca a Beatrice, e la sua scelta non solo sorprenderà tutti, ma segnerà per sempre il suo destino. Nella fase iniziale altamente competitiva, la protagonista rinominando se stessa (Tris), lotta per determinare chi sono realmente i suoi amici, interrogandosi se la sua storia d'amore possa adattarsi alla vita che ha scelto.
Catapultata in un mondo duro e violento Beatrice scoprirà le crepe di una società che è tutto tranne che perfetta. Una società che la vorrebbe morta se scoprisse il suo segreto... Perché Beatrice non è una ragazza qualunque, lei è una divergente. Una diversa.

Incredibile, ma vero, oggi vi parlo di un altro libro che mi ha conquistata! A quanto pare sto passando un momento in cui le mie scelte di lettura sono fortunate: quindi anche oggi nessuna delusione.
Divergent è il primo libro di una trilogia distopica (e speriamo che per il seguito non ci faccia attendere per secoli!) a cui non manca nessuno degli ingrediente fondamentali di un buon distopico: società controllata super-rigidamente, protagonista adolescente e primi cedimenti nella schema perfetto delle cose!
Ma a parte la ricetta di base, Divergent riesce comunque a trovare la sua originalità nel mondo dei distopici che si sta ingrandendo un po’ per volta.
Ho letto tantissime recensioni prima di comprarlo ed erano di due tipi: deluse nelle aspettative o entusiaste! Bianco o nero.
Io appartengo alla schiera entusiasta, anche se mi sarebbe piaciuto avere qualche informazione in più su ciò che ha preceduto la creazione delle cinque fazioni; gli accenni al passato sono pochi o quasi inesistenti (una ruota panoramica, una giostra e poco altro), quasi come se il mondo fosse sempre stato così... ma il mondo creato dalla Roth mi ha rapita talmente in fretta da non averci più pensato fino alla fine del libro!
Beatrice (che personalmente penso abbia un nome bellissimo) è un’adolescente che all’inizio del romanzo si trova a dover affrontare la scelta che deciderà il tipo di vita che condurrà in futuro: deve decidere a quale fazione appartenere. Lei è nata tra gli Abneganti, la fazione più grigia di tutte, in cui ogni individuo deve pensare prima agli altri, cercando di dimenticare sé stesso: altruismo sopra ogni cosa è la filosofia degli Abneganti… ma da subito l’autrice ci fa vedere che per la protagonista è piuttosto difficile sottostare alle rigide regole che governano la vita sua e della sua famiglia: persino il divieto di guardarsi allo specchio, in quanto la vanità è un’altra forma di egoismo, le risulta difficile da rispettare.
Ma il problema arriva il giorno del test che stabilisce le sue attitudini dominanti per rivelarle quale delle cinque fazioni le risulta più congeniale: Beatrice non mostra una sola tendenza come la maggior parte dei suoi compagni, bensì tre e questo fa di lei una divergente… condizione che, se rivelata, potrebbe costarle la vita. Alla fine deciderà di lasciare la propria famiglia per andare nella fazione degli Intrepidi dove la qualità dominante è il coraggio, anche se dovrà presto scendere a patti col fatto che non tutti intendono il coraggio allo stesso modo: l’addestramento per entrare ufficialmente negli Intrepidi sarà durissimo e crudele, al limite del sadismo, ma tirerà fuori lati di Beatrice (che già il primo giorno si farà ribattezzare Tris) che neanche lei sapeva di avere.
Intorno alla protagonista ruotano svariati personaggi, alcuni amici e altri ostili e la difficoltà maggiore sarà il decidere di chi fidarsi. Tutti i suoi compagni di addestramento sono sufficientemente caratterizzati da non far fare confusione al lettore: ci saranno altri transfazione come lei (ragazzi e ragazze che hanno abbandonato la fazione di provenienza), ma anche compagni nati tra gli Intrepidi e molti di entrambe le parti sono convinti che Tris sia inferiore per il solo fatto di essere originaria degli Abneganti… dimostrare a tutti di essere all’altezza sarà un’ulteriore sfida da superare per lei!
Ma oltre ai compagni ci sono anche gli istruttori: Eric e Quattro, il diavolo e l’acqua santa? Quasi, anche se non in maniera così evidente, almeno all’inizio.
Quattro è stato il mio personaggio preferito: bello il suo modo di essere, bella la sua storia e bellissimo il rapporto che si crea con Tris… niente di melenso o sdolcinato, ma un percorso fatto di piccoli passi. Una delle poche cose che mi ha fatto innervosire in questo romanzo è l’eccessiva ottusità di Tris che sembra non voler capire tutti i segnali che gli arrivano dal suo istruttore: a volte è talmente prevenuta che non riesce a vedere nemmeno le cose più evidenti, fraintendendo gesti e parole di Quattro che per il lettore sono chiari come il sole, tanto da farmi chiedere “ma ci sei, o ci fai?”. Probabilmente la sua fazione di origine ha la colpa più grossa, ma la Roth avrebbe potuto fare una protagonista un filino più sveglia in campo sentimentale!
Ennesimo dettaglio che mi è piaciuto è che molti dei personaggi che si incontrano nel corso della narrazione hanno da svelare molto più di quanto mostrano in pubblico, quindi non si è mai sicuri di chi si ha “davanti”: quella che mi ha colpita maggiormente è la madre di Tris.
Ma tornando al mondo distopico in cui si svolgono le vicende narrate, la divisione in cinque fazioni in cui predomina una sola qualità è davvero interessante. Divergent permette al lettore di conoscere nel dettaglio il modo i vivere degli Abneganti e ancora più approfonditamente la fazione degli Intrepidi, mentre le altre fazioni sono solo accennate. Non vedo l’ora di leggere il seguito per scoprire come l’autrice se le sia immaginata: i Candidi (che dicono sempre quello che pensano), gli Eruditi (che dedicano la loro vita agli studi) e i Pacifici… voi non vi siete chiesti in quale fazione avreste preferito vivere? Io sì e di una cosa sono sicura: Abneganti e Intrepidi di certo non sarebbero stati la mia scelta, per le altre invece aspetto di pronunciarmi in seguito, perché sono sicura che anche quelle all’apparenza più positive, nascondano i loro scheletri nell’armadio (e un accenno di ciò viene dato da Christina, la compagna ec-Candida di Tris… ma io non svelo niente!). In questo primo capitolo diventa presto chiaro che qualcosa nella perfetta struttura del mondo di Tris comincia a fare acqua da tutte le parti e la falla si fa sempre più grande, finché alla fine cederà la diga, sconvolgendo la vita di tanti: la morale dietro a tutto ciò è chiarissima… le fazioni non avrebbero mai potuto mantenere la pace in eterno, perché noi umani non possiamo essere solo altruisti, solo coraggiosi, solo eruditi o solo qualsiasi altra cosa, perché il troppo stroppia in qualsiasi campo e prima o poi la crudeltà, il desiderio di controllo e potere e l’ambizione troveranno terreno fertile in qualcuno e una volta piantati i loro semi, non ci sarà modo di fermarne la crescita.
Ma mi rendo conto che mi sto facendo prendere dall’entusiasmo, sproloquiando liberamente. Quindi ricapitoliamo: amicizie e rivalità ci sono; adrenalina c’è; amore c’è; colpi di scena ci sono; protagonista con gli attributi c’è; storia coinvolgente c’è; mondo distopico originale c’è, totale assenza di noia c’è… quindi cosa manca a questo libro? Niente, solo il seguito!
Non ho bisogno di dire che lo consiglio caldamente a tutti gli appassionati del genere… e se poi non vi piace, significa che appartenete alla “fazione” opposta alla mia, ma è un rischio che posso correre XD.
E ora non vi stresso più e mi metto ad aspettare Insurgent.
Passo e chiudo J
VOTO: 

Questa recensione partecipa alla Hogwarts Reading Challenge del blog Reading is Believing.

7 commenti:

  1. Mi è piaciuto tantissimo non vedo l'ora di avere il seguito! Per la fazione non saprei... gli Abneganti sicuramente no! I candidi... mah nemmeno XD non mi ci vedo proprio!
    Per quanto riguarda gli Intrepidi per gran parte del romanzo ho pensato che fossero un branco di pazzi esaltati XD però mi piacerebbe tantissimo affrontare il mio scenario della paura!
    Mi sa comunque che finirei negli Eruditi... chissà!

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    1. In effetti avevo pensato anch'io agli Eruditi... ma aspetto di saperne di più per sbilanciarmi :)

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  2. Ciao! Alla Locanda dei Libri c'è un premio per te :-)
    http://locandalibri.blogspot.it/2012/10/premio-simplicity.html

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  3. Ciao! Che bel blog che hai =) condivido la tua passione per la lettura, e dunque non posso fare a meno di aggiungermi ai tuoi lettori fissi ^^ Complimenti!
    Passa a dare un'occhiata al mio blog se ti va, saresti la benvenuta nella mia piccola foresta incantata =)
    A presto, Mirial

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    1. Grazie per i complimenti! Passo da te a curiosare :)

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  4. Uhm... non so perché, questo libro proprio non mi ispira, anche se ho letto tante recensioni più che positive, come la tua. Magari, se questi giudizi così appassionati saranno ripetuti anche per il secondo libro, proverò a darci un'occhiata ;)

    Ottima recensione!

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    1. Anch'io spesso non mi lascio convincere dalle recensioni positive quando un libro non mi ispira.Fai bene ad aspettare: io quando vado contro le mie sensazioni, finisco sempre col restare delusa ;-)

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