sabato 7 luglio 2012

Recensione di "Colazione da Darcy" di Ali McNamara

Editore Newton & Compton
Pagine 384
Euro 9,90
TRAMA:
 Quando Darcy McCall perde l’adorata zia Molly, l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un’isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull’isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda. Una bella sfida, non c’è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese.
«Come faccio a staccare la spina per andare a vivere in un'isola per un anno intero, come una specie di reclusa? Che ne sarà della mia vita a Londra? I miei amici, il mio lavoro, il mio appartamento? Non posso mollare tutto così!»
Ma forse un cambiamento è proprio ciò di cui Darcy ha bisogno, così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all’altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell’isola sarà un’impresa tutt’altro che facile, ma tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l’isola ha molto da offrire…
E dopo le difficoltà iniziali, il calore e l’affetto della piccola comunità di Tara finiranno per conquistare anche la festaiola Darcy. Nuovi amici e forse un nuovo amore l’attendono dietro l’angolo: chi, tra il bellissimo Connor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?

Nuovo libro archiviato! Che dire? Di sicuro una lettura estiva, ideale sotto l’ombrellone, scorrevole e poco impegnativa. Certo non è un capolavoro e vi spiegherò il perché, ma lo consiglio a chi ha voglia di qualcosa di leggero.
La prima cosa su cui ho da ridire è che leggendo la trama credevo si trattasse di una storia leggermente diversa: una ragazza di città costretta ad andare a vivere in un paesino sperduto e che scoprirà che gli abitanti del posto e quella vita semplice non sono poi così male.
Il concetto di base è lo stesso, a parte che l’isola è disabitata da anni e che toccherà proprio a Darcy ristrutturare le abitazioni e portare dei nuovi abitanti: certo le cose cambiano un po’ da ciò che mi aspettavo, oltre al fatto di essere un po’ meno credibile.
Comunque a parte questo dettaglio, quello che cercavo era una lettura “light” e di certo in questo sono stata accontentata, ma ho trovato la caratterizzazione dei personaggi un po’ superficiale, soprattutto di alcuni: a volte erano molto bidimensionali, troppo. Anche alcuni eventi sono trattati rapidamente, in primis il finale che mi è sembrato troppo sbrigativo.
La protagonista all’inizio sembra la brutta copia di Becky Bloomwood (creata dalla mitica Kinsella), la superficiale ragazza shopping-dipendente che si riempie di debiti strisciando le sue carte di credito per comprare articoli firmati che in realtà non gli servono! Questa somiglianza tutt’altro che sottile mi ha leggermente infastidito, ma per fortuna continuando con la lettura si scopre che Darcy assumerà una sua distinta personalità, decisamente diversa dall’inizio e soprattutto da Becky.
Come Darcy, anch’io pagina dopo pagina, mi sono affezionata all’isola di Tara e alla vita della piccola comunità, immaginando quanto sarebbe stato bello essere selezionata per la sua impresa.
Il punto di forza maggiore del libro, secondo me, è proprio l’ambientazione: quest’isola nel mare dell’Irlanda con tutte le leggende, le usanze tipiche e i simboli che l’arricchiscono hanno reso la lettura molto interessante. Un ruolo importante è dato al tradizionale anello Claddagh (qui a fianco) e io, da buona fan appassionata del telefilm Buffy The Vampire Slayer, non potevo che apprezzare particolarmente questo dettaglio.
Una domanda che mi è nata spontanea una volta finito il romanzo è stata “ma il titolo a cosa si riferisce”?
“Colazione da Darcy” immaginavo volesse indicare un’abitudine che si sarebbe sviluppata  nel corso della narrazione, ossia di qualcuno o svariati personaggi che andavano a fare colazione a casa della protagonista con regolarità... invece non c'è nulla di tutto ciò e tutt’ora mi scervello cercando un significato che forse non c’è.
La cover invece (anche se si rifà al titolo) mi piace molto… sarà il lilla predominante o la sensazione confortevole di una tazza fumante di caffè/thè! Non male anche quella originale che inserisco a fine post.
A parte queste piccolezze, non mi resta molto da dire: mi aspettavo qualcosa di più, ma sicuramente non è stata una completa delusione. L’ho letto senza difficoltà e alla fine è riuscito anche a farmi sorridere, quindi del buono c’è.
Se avete voglia di una lettura con poche pretese, con un po’ di romance vecchio stampo (molto romantico e mai volgare) e un lieto fine, questo libro fa al caso vostro.
A presto J

VOTO:

3 commenti:

  1. Ciao Lo, oggi passo io da te....ci beviamo un caffettino virtuale? Mi ha fatto piacere leggere le stesse impressioni che questo romanzo ha suscitato in me....io adoro i romanzi chick-lit(si scrive così?) romantici e per giunta ambientati in Irlanda o Scozia! Ma questo era carente da più punti di vista! Peccato, l'avevo comprato convinta di leggere qualcosa di "morbido" alla Katie Fforde...a volte (ultimamente capita spesso) i titoli non coincidono con il contenuto! Mi è piaciuta assai la tua recensione...corredata di anello!
    Grazie per il caffé, a presto!

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    1. Grazie a te! Questi sono i caffè migliori! :-)

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  2. un libro semplice da leggere per rilassarsi, a me è piaciuto molto il personaggio maschile Dermot. In generale la trama è carina

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